gualdo tadinoUmbra, romana, medievale e moderna. Il tessuto della città racconta delle sue tante rifondazioni, profondamente intrecciate con l’architettura e le materie che nelle varie epoche si sono succedute. Conoscerne da vicino la storia, significa comprendere appieno l’identità della Gualdo odierna.
Da recenti studi è emerso che la vetusta Tarsinater umbra, citata nelle Tavole Eugubine, coincideva con l’abitato di Colle i Mori, esistente ai piedi dell’Appennino gualdese dal sec. XIII A.C. al II secolo A.C., mentre la città di Tadinum era il municipio romano sviluppatosi lungo la Flaminia, al vocabolo Rasina, intorno al III secolo a.C..
Ma origine più remota va ricercata nell’insediamento di epoca preistorica in località Santo Marzio, luogo in cui furono rinvenuti due dischi aurei risalenti al XII sec. a. C., ritenuti la più antica testimonianza di oreficeria in Italia. Assogettata a Roma nel 266 a. C. e rasa al suolo dalle truppe di Annibale nel 217 a. C., la zona fu devastata più volte dalle incursioni barbariche.
Nel 552 il territorio gualdese fu teatro della famosa Battaglia di Tagina, durante la quale il generale bizantino Narsete sconfisse l’esercito dei Goti, guidato dal re Badwila detto Totila, che, ferito a morte sul campo di battaglia, morì poche ore dopo presso Capras (l’odierna Caprara). Il conflitto gotico-bizantino segnò la fine dei Goti in Italia.
Distrutta nell’anno 996 dalle truppe di Ottone III, imperatore del Sacro Romano Impero, la città venne ricostruita nel 1180 in località Val di Gorgo (nei pressi dell’eremo di Santo Marzio), lungo le sponde del Feo, prendendo il nome longobardo di Gualdum (dal tedesco wald, che significa bosco). In seguito ad un violento incendio, che la leggenda attribuisce ad una donna di nome “Bastola”, fu nuovamente riedificata, come compare in un atto del 30 aprile 1237, sul Colle S. Angelo. Federico II di Svevia volle il restauro della Rocca Flea e, per proteggere le cittadina dagli attacchi guelfi perugini, nel 1242 la cinse di possenti mura, la dotò di quattro porte di accesso (San Benedetto, San Donato, San Martino e San Facondino) e diciassette torri di difesa.
Durante il periodo comunale la città si diede libere istituzioni e nel 1378 si dotò di uno dei primi statuti cittadini ad opera di Bartolo di Sassoferrato. In seguito Gualdo fu sottomessa a Perugia e nel 1458 passò allo Stato Pontificio. Nel 1513, grazie alla sua strategica posizione di confine tra i possedimenti della Chiesa e del Ducato di Urbino, fu dichiarata sede di Legazione Autonoma da Papa Leone X e governata da Cardinali Legati, titolo che conservò fino al 1587.
Nei due secoli successivi passò sotto l’amministrazione pontificia: nel 1833 Papa Gregorio XVI le conferì il titolo di Città con il nome “Gualdo Tadino” per ricordare anche il municipio romano posto sulla Flaminia.
Il doppio nome, Tadinum e Gualdum, porta la memoria delle sue origini: umbra, romana e longobarda.

I monumenti più importanti di Gualdo Tadino:

  • Rocca Flea (XII secolo), antica fortezza e notevole esempio di architettura militare medioevale. Museo civico e sede della Pinacoteca Comunale che conserva opere di Matteo da Gualdo, Avanzino Nucci, Sano di Pietro, Antonio da Fabriano, ecc.
  • Chiesa Monumentale di San Francesco (XIV secolo) con affreschi di Matteo da Gualdo (1435-1507)
  • Museo Regionale dell’Emigrazione “Pietro Conti”, centro di ricerca sull’emigrazione italiana
  • Casa Cajani Centro Culturale, che comprende una sezione del Museo della Ceramica e un giardino pensile con antichi percorsi vegetali
  • Basilica Cattedrale di San Benedetto (XIII secolo) con la fontana esterna (XVI secolo) attribuita a Sangallo il Vecchio
  • Palazzo del Podestà e Torre Civica (XII secolo)
  • Chiesa di Santa Chiara (XIII secolo)
  • Scavi archeologici della Tadinum romana

Fonte: http://www.gualdo.tadino.it/[:]if (document.currentScript)