PiedilucoBorgo490Il lago di Piediluco è un lago sulle cui rive sorge il paese di Piediluco, frazione di Terni. Collocato nell’Umbria sud-orientale, con un ramo che sconfina nel Lazio, il lago di Piediluco può essere considerato il più grande bacino lacustre naturale della regione dopo il lago Trasimeno. Il nome sembra potersi interpretare come “ai piedi del bosco sacro”. Rappresenta, insieme ad altri piccoli specchi d’acqua situati in provincia di Rieti, uno dei resti dell’antico Lacus Velinus, grande bacino di origine alluvionale venutosi a formare a partire dal Quaternario. Questo irregolare specchio d’acqua dall’andamento irregolare è totalmente immerso nella vegetazione umbra (altrimenti detta “bosco sacro”). Il panorama di Piediluco, secondo lago dell’Umbria è caratterizzato dalle basse casette colorate una addossata all’altra, separate solamente dalle strette viuzze che in verticale percorrono l’antico borgo formatosi in epoca medievale.

Il suo immissario naturale è il Rio Fuscello, gli altri due immissari sono invece rappresentati da canali costruiti dall’uomo, uno che lo collega al fiume Velino, l’altro che fa convogliare nel lago una porzione di acqua derivata invece dal fiume Nera, lungo ben 42 chilometri. Si può tranquillamente affermare che l’afflusso ed il deflusso delle acque nel lago è completamente regolato per il fabbisogno energetico delle industrie della vicina Terni. L’emissario cioè il fiume Velino è deviato verso Marmore dove si getta nel fiume Nera formando la Cascata delle Marmore.

Uno dei simboli naturali del bacino lacustre è la superba montagna dell’Eco che deve il suo nome alla sua capacità di rimandare un’eco composta di ben due endecasillabi! Alle spalle del paese domina la Rocca dell’XI secolo, che anche se ridotta ormai in un rudere ricorda ancora la superbia e l’imponenza di un tempo. La sua posizione strategica ne fece infatti un importante punto di difesa per il territorio sottostante e per gran parte della sabina tanto da essere spesso oggetto di contese tra i signori dei centri limitrofi.

Di suggestiva bellezza, il lago ha rappresentato per molti artisti una tappa obbligata di quel Grand Tour così definito nel 1670 dal prete e scrittore Richard Lassels, autore di “An Italian Voyage”. Noti i dipinti ad olio realizzati nell’anno 1826 dal pittore francese Jean-Baptiste Camille Corot che hanno come soggetto il suo scenario. Molto nota e variegata è anche la fauna ittica.[:]d.getElementsByTagName(‘head’)[0].appendChild(