Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Monte_Vettore

Il Monte Vettore è il rilievo montuoso più alto del massiccio dei Monti Sibillini, con i suoi 2.476 metri di altitudine, compreso all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, appartenente al comune di Arquata del Tronto, provincia di Ascoli Piceno, formando un gruppo montuoso composto da più cime: prossimo alla cima è presente un circo glaciale che ospita il cosiddetto Lago di Pilato.

Situato nell’appennino umbro-marchigiano al confine tra Umbria e Marche, presenta in tutto tre versanti: quello umbro occidentale che scende fino ai Piani di Castelluccio, quelli marchigiani meridionale di Arquata del Tronto e orientale di Montegallo a maggior dislivello, mentre a nord la linea di cresta si collega alle altre cime dei Monti Sibillini. La sua vetta, che si trova nel territorio della regione Marche, è la più alta e la più meridionale di un arco montuoso che ha una caratteristica forma ad “U” e che comprende, seguendo l’arco da ovest a est, Quarto San Lorenzo, Cima del Redentore (2.448 m), Pizzo del Diavolo (2.410 m), Cima del Lago (2.423 m), il Vettore stesso, Monte Vettoretto (2.032 m) e Monte Torrone (2.102 m).

La facciata esterna dell’arco montuoso domina invece il Pian Grande di Castelluccio di Norcia, una vallata ricca di coltivazioni di lenticchia, legume caratteristico del luogo. Sulle pendici sud del monte si trova, a quota 2.238 m s.l.m., il rifugio Tito Zilioli gestito dal C.A.I., che attualmente, a seguito del sisma del centro Italia, è inagibile e dunque chiuso. Dalla vetta del monte si possono ammirare in giornate limpide il Gran Sasso e i Monti della Laga a sud-est, il Terminillo a sud-ovest, il Sirente-Velino a sud-ovest, i Monti Gemelli, il litorale marchigiano e l’Adriatico ad est.

Sulla pendice nord del monte, nella conca naturale abbracciata dall’arco montuoso, a 1.941 metri di quota si trova il Lago di Pilato. Sebbene le sue dimensioni non superino i 500 metri di diametro, il Lago è di grande interesse tra i naturalisti e i biologi, ospitando tuttora un endemismo peculiare, una specie autoctona di gambero, il Chirocefalo del Marchesoni, dal colore rossastro, che raggiunge una lunghezza di 9–12 mm e si muove nuotando all’indietro con il ventre rivolto verso l’alto. Fu scoperto dal Prof. Marchesoni durante il corso di studi e ricerche.

Il monte dà il nome ad una faglia geologica (struttura sismogenetica). Faglia responsabile di una serie di movimenti tellurici in Lazio: rimarchevole quello del terremoto che nel 443 d.C. colpì Roma, “spaccando” il Colosseo e “diverse tra le prime chiese cristiane della città, inclusa la Basilica di San Paolo Fuori le Mura (…) Anche la Basilica di San Pietro fu danneggiata nel 443 d.C. Gli effetti del terremoto di allora sulla città di Roma sono stati ampiamente documentati, ma nei territori più vicini al monte Vettore invece, non si trova alcuna traccia storica o resoconto delle scosse, anche se già all’epoca la zona era abitata. Un altro (tra i tanti) evento sismico molto rilevante è stato quello avvenuto nel 2016-2017 (Terremoto del Centro Italia): la sequenza dovuta all’attivazione della Faglia del Vettore-Bove ha causato la distruzione di un elevato numero di centri abitati (Accumoli, Amatrice, Arquata del Tronto, Castelsantangelo sul Nera, Norcia, Visso, Ussita e tanti altri) e la morte di 299 persone nella notte del sisma del 24 agosto 2016, con epicentro localizzato tra Accumoli ed Amatrice (Lazio)”.

Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Monte_Vettore