Fonte: http://www.treccani.it/enciclopedia/aldo-capitini_%28Enciclopedia-Italiana%29/

di Livio Sichirollo – Enciclopedia Italiana – IV Appendice (1978)

Filosofo e pedagogista, nato a Perugia il 23 dicembre 1899 da umile famiglia, morto a Perugia il 19 ottobre 1968. Fu professore ordinario di pedagogia dal 1956, a Cagliari, poi a Perugia. Sostenne giovanissimo ideali umanitari, socialisti non marxisti, consolidatisi nella sua inflessibile opposizione al fascismo, nella Resistenza e nella lotta politica per la restituzione della democrazia in Italia (fu attivo come liberalsocialista: cfr. App. II, 1, p. 345 e 11, p. 195), senza rinnegare mai il metodo non violento d’ispirazione gandhiana. Nella sua formazione riconobbe come maestri Kant e Ibsen da una parte, Rebora, Michelstaedter, Boine dall’altra. Libertà religiosa, democrazia diretta, difesa della scuola pubblica, pacifismo sono i temi della sua riflessione scientifica e operosità pubblica. Promosse i Centri di orientamento sociale (a Perugia dal 1944), i Centri di orientamento religioso (ivi, dal 1952), la Consulta italiana per la pace, di cui fu presidente (Marcia di Assisi, 24 settembre 1961); diresse il periodico Azione non violenta e pubblicò in proprio Il potere di tutti. Fondamentali, nella sua teoria ed esperienza religiosa, i concetti di “religione aperta” e “compresenza”: da una parte il primato-imperativo di “unità amore con tutti”, e quindi la negazione di ogni atto di sopraffazione o emarginazione politica, morale, educativa, ecc.; dall’altra l’affermazione e l’accoglimento di ogni forma di vita, anche nei suoi aspetti più poveri e marginali, fino alla tesi: “non accetto la morte, considero i morti come compresenti a me non meno che i vivi”.

Fonte: http://www.treccani.it/enciclopedia/aldo-capitini_%28Enciclopedia-Italiana%29/