Pietro di Cristoforo Vannucci detto “Il Perugino”, è considerato uno dei massimi esponenti dell’umanesimo ed il più grande rappresentante della pittura umbra del XV secolo. Il nome del Perugino è spesso associato a quelli di Leonardo da Vinci, con il quale aveva una certa affinità artistica e intellettuale, e di Sandro Botticelli, con il quale tra l’altro collaborò nelle decorazioni della Cappella Sistina.
Il contesto storico in cui si muove è quello del tardo umanesimo: nasce infatti, nel 1450 d.C. a Città della Pieve, ma si trasferisce ben presto in Toscana, prima a Lucca poi a Firenze, dove inizia a frequentare la prestigiosa bottega di Andrea del Verrocchio.
In lui, come negli altri pittori umbri, c’è un’intimità religiosa che si richiama direttamente alla spiritualità della regione; spesso è il dolce paesaggio del Trasimeno o della vallata folignate, boscosa e ricca di castelli, che si affaccia sullo sfondo delle sue opere.

Tra i caratteri distintivi dell’arte del Perugino, ci sono la coscienza del paesaggio e la conquista dello spazio atmosferico, merito, in parte, della frequentazione con il suo compagno di studi Leonardo. D’altronde Firenze ha un ruolo fondamentale nella formazione dell’artista, tanto che i contemporanei lo considerano, di fatto, un maestro fiorentino d’adozione.

Le sue prime opere documentate risalgono al 1478, anno in cui affresca la chiesa di Cerqueto, nei dintorni di Perugia e L’adorazione dei Magi, conservata nella Galleria Nazione dell’Umbria di Perugia. La sua maturità artistica si compie con la decorazione della Cappella Sistina, opera alla quale partecipano tutti i più grandi artisti del tardo umanesimo, quali Cosimo Rosselli, il Botticelli, ed il Ghirlandaio. È qui che realizza il suo capolavoro, La consegna delle Chiavi a San Pietro, dove in una vasta spazialità segnata da riferimenti architettonici, frutto delle esperienze di Piero della Francesca, si muovono figure teatralmente equilibrate, di stampo verrocchiesco.
Nell’ultimo periodo della sua vita si muove per lo più in Umbria. È un periodo particolarmente fecondo e ricco di capolavori come lo Sposalizio della Vergine, che verrà poi rivisitato dal suo allievo Raffaello, l’ascensione, l‘assunzione e il trionfo della castità. Conclude i suoi giorni a Perugia nel 1524.

Fonte: http://www.bellaumbria.net/it/arte-e-cultura/il-perugino/