Ercolano di Perugia (… – Perugia, 549 dc) è stato vescovo di Perugia ed è santo patrono di Perugia. Viene festeggiato il 7 novembre e il 1º marzo.

Secondo il racconto di san Gregorio Magno nei Dialoghi, Ercolano morì martire tentando di impedire a Totila, re degli Ostrogoti, l’invasione della città. Prima che la città fosse presa, Ercolano tentò di salvarla con un vecchio stratagemma: utilizzò l’ultimo sacco di grano e l’ultimo bue, gettandoli fuori dalle mura. Intendeva così dare agli Ostrogoti l’impressione che i perugini avessero cibo in abbondanza per sostenere ancora un lungo assedio. Totila cedette, ma un delatore interno alla città gli fece arrivare la notizia che quello che aveva visto altro non era che un trucco, per cui il condottiero tornò sui suoi passi conquistando la città e vessando il vescovo. Le antiche biografie lo dicono in rapporto con altri tre celebri santi dell’Umbria del tempo: il vescovo san Florido e il prete Amanzio di Città di Castello e il vescovo Fortunato di Todi.

Prima di essere decapitato, Ercolano venne scorticato vivo. Sempre secondo Gregorio Magno, 40 giorni dopo la decapitazione il corpo del Vescovo venne rinvenuto intatto e senza i segni dell’orrenda tortura subita.

L’effigie del Santo è rappresentata in molte monete emesse da Perugia nell’epoca comunale, la prima raffigurazione risale all’emissione del Bolognino nel 1374 e da quel momento il nome del Santo, in latino, si trova in quasi tutte le monete comunali sino al 1517. Successivamente compare anche nelle monete pontificie di Papa Leone X battute nella zecca di Perugia, nel Baiocco di Papa Paolo III e nel Quattrino emesso come moneta di necessità dai perugini durante i due mesi della cosiddetta “Rivolta del Sale” fra il 2 aprile ed il 2 giugno del 1540.

Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Ercolano_di_Perugia